La meteorologia dava il fine settimana utile per un fuori porta, e visto il sabato decisamente invitante, mia moglie mi propone una gita in quel di Ferrara, della quale aveva letto commenti positivi su un settimanale proprio nei giorni precedenti. Proviamoci, mi son detto. Quindi una sveglia decente al mattino (considerata la giornata festiva) e andiamo, certo dopo pochi km avevamo voglia di tornare indietro, la giornata era di quelle che il buon Battisti definirebbe “uggiosa”, nebbiolina persistente ed umida fino quasi all’arrivo. Percorsa la Transpolesana e poi una 30ina di km circa di strada normale arriviamo a Ferrara. Trovare il centro è stato piuttosto facile. Il tempo di scendere dalla mia auto, e subito veniamo attratti da un rullare di tamburi e di squilli di tromba. Proprio così senza volerlo ci siamo imbattuti nell’ultima (per la stagione) sfilata con costumi d’epoca, di uno degli 8 rioni che in maggio si contendono il palio di Ferrara. Facciamo sfilare il corteo, con tamburini, figuranti e sbandieratori, e ci accodiamo riuscendo anche ad entrare nel cortile del castello, dove tutte queste comparse si schierano e attendono la discesa del Duca che con i propri cortigiani passa in rassegna i rappresentanti del Rione San Paolo, che omaggiando il loro duca porgono i prodotti del loro lavoro e gli sbandieratori esibiscono le loro capacità. Una signora del luogo, molto carinamente intuendo la nostra sorpresa ed impreparazione all’evento, ci spiega che in Ferrara appunto ci sono 8 rioni, che in autunno ed in primavera sfilano uno alla settimana per rendere omaggio al duca, e poi nell’ultima domenica di maggio si sfidano in un palio, dove si cimentano in 4 prove: – la corsa dei putti; – la corsa delle putte; – la corsa delle asine; – la corsa dei cavalli. Per informazioni più dettagliate vi rimando per ovvi motivi di spazio e tempo e competenza a questo sito http://www.paliodiferrara.it dove come me potrete capire un po’ di più. La visita al castello è obbligatoria, si possono ammirare diversi interessanti restauri dei soffitti dei vari saloni, mentre è assolutamente spoglio di arredi. Abbiamo poi fatto un giretto nelle vie intorno alla Cattedrale, la quale ha una facciata molto bella, ed un lato esterno particolare come particolare è la torre campanile in testa. Difronte alla cattedrale le mura storiche del Palazzo Comunale. Una cosa che salta all’occhio girando per queste vie, è appunto una nutrita presenza di piccoli chiostri, anche curati, e tanti edifici sicuramente storici e degni di attenzione. Una pausa ristoratrice in una antica enoteca proprio a fianco della cattedrale, e poi altri due passi per il centro. Mentre la cattedrale ci è parsa particolarmente scura, la giornata grigia sicuramente non aiutava, nella chiesa di Santa Maria in Vado risaltavano i colori della volta sopra l’altar maggiore e del Tempietto del Preziosissimo Sangue all’inizio della navata di destra. A due passi da questa chiesa, c’è il palazzo Schifanoia, sede di museo, con un giardino interno che presentava i tipici colori autunnali. Bello. Assolutamente degni di menzione, anche se non li ho potuti apprezzare sono gli spazi verdi della città, tutti all’interno delle importanti mura di cinta. Il consiglio ricevuto sempre dalla stessa Signora del mattino è di tornare in primavera, e girarla con le biciclette, per gustare la semplicità e tranquillità di questa cittadina.
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