IO UCCIDO

Un famoso disc-jockey di Radio Montecarlo, riceve in trasmissione la telefonata di un uomo che, in diretta, gli annuncia che commetterà un delitto. La notte medesima, vengono assassinati un pilota di Formula Uno e la sua fidanzata che è una celebre scacchista: entrambe le vittime sono ritrovate senza il volto, asportato dall’omicida per farne una maschera. Da queste premesse, si dipartono le quasi 700 pagine di “Io uccido” (a me son sembrate troppe con qualche eccesso di divagazioni e descrizioni), un caso letterario forse perché l’autore di questo thriller è Giorgio Faletti, proprio il Faletti di “Drive In” e “Striscia la notizia”, l’inventore del vigilante Vito Catozzo, colui che conquistò un inatteso secondo posto a Sanremo ‘94 con “Signor tenente”.  Sullo sfondo inconsueto del Principato di Monaco, si muovono un discreto gruppo di personaggi: il commissario Hulot, che ha perduto un figlio in giovane età; l’agente dell’Fbi Frank Ottobre, amico d’antica data di Hulot, in vacanza per scordare la morte della moglie e coinvolto, suo malgrado, nelle indagini; il ragazzo ritardato Pierrot, in grado di cavare preziosi indizi da certi brani musicali; il generale americano Nathan Parker, padre di Arijane (la scacchista uccisa) piombato come un falco per aprir una personale e feroce caccia al serial killer. La tensione, pur con qualche rallentamento come detto, tiene sino alla fine.

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