Escursione sul Monte Baldo : 11 marzo 2007

Una domenica in tranquillità a spasso su uno dei monti di casa, appunto il Monte Baldo, per provare a passare qualche ora all’aria aperta, visto che le previsioni indicavano in positivo. Purtroppo però quando abbiamo aperto le finestre della camera, il tempo sembrava voler smentire (tanto per cambiare) le previsioni, un cielo coperto, per niente rassicurante si presentava ai nostri occhi, ma oramai il programma era fatto e noi non ci arrendiamo facilmente. Dopo una buona colazione, almeno alla domenica, saliamo in macchina e costeggiando la riva destra dell’Adige ad una andatura da turista attraversiamo alcuni piccoli borghi, mirando interessanti agriturismo, purtroppo anche una curva che ricorda un tragico incidente, e poi prendiamo la strada, non particolarmente larga, che sale alla località di San Valentino. Ci fermiamo lungo la via per ammirare una piccola gola dove scorre un torrente, ma l’aria che tira è pungente, quindi risaliamo in auto e continuiamo a salire. Giunti a San Valentino, il tempo non è buono, non permette di stare all’aperto, quindi decido di salire ancora un po’, (sempre con la macchina), arriviamo sino al rifugio Graziani. Siamo nel punto carrabile più alto, oltre i 1600 mt., soffia un venticello gelido, e dopo aver rimirato un po’ il panorama, entriamo nel rifugio per riscaldarci e mangiare un boccone (carne salà, una bontà). Nel frattempo fuori rischiara e spunta un tiepido sole, che meraviglia adesso la montagna. Scendiamo verso Bocca Navene, il solo punto della strada che percorre tutta la catena del baldo, dal quale si può vedere ed ammirare il lago di Garda. Che spettacolo. Poi, fermandoci ogni tanto per fare una foto al panorama o a prati con fiori di Bucaneve e Violette scendiamo sino a Madonna della Neve, un altro piccolo borgo di montagna. Riparati all’interno della valle, ci fermiamo a gustarci il sole comparso a rendere piacevole la giornata .  Lungo la strada del ritorno non possiamo non fermarci stupiti a guardare degli animali “strani” al pascolo.   Giunti in riva all’Adige, un’ultima passeggiata lungo gli argini del fiume prima di fare rientro a casa. Ci vuole poco per star bene.

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