EHHHH SI ! Una serata piacevolissima, con dei professionisti.
Ormai li dobbiamo chiamare così questi attori che senza il clamore della stampa, mettono in scena anche nei piccoli teatri di paese, nel mezzo di rassegne teatrali che veramente portano vicino alla gente tante occasioni di buon teatro che viene definito amatoriale. E’ quello che è accaduto a noi, io e mia moglie, che fortunosamente un anno fa siamo stati invitati ad una rappresentazione durante il ciclo di “Pescantina a Teatro” e ci trovammo davanti al Gruppo Popolar Contrade che ci ha sorpreso con il loro “Mani di Libertà” che definii bellissimo, e così quest’anno abbiamo deciso di partecipare a tutte le serate facendo l’abbonamento.
Il compito di apertura della rassegna è affidata al registra (nonché anima anche di tutta la rassegna), Delio Righetti ed al suo Gruppo Popolar Contrade, con la messa in scena di Popolar Varietà che avevamo già visto durante l’estate, all’aperto in un ambiente carino e suggestivo di Villa Bertoldi a Settimo di Pescantina . La seconda serata è toccata al navigato mattatore di tante estati teatrali veronesi, Roberto Puliero ed al suo Gruppo la Barcaccia con la commedia di Goldoni, la Bottega del Caffè. Ormai collaudato lo stile e la coesione fra i vari componenti del gruppo, per una serata spensierata e divertente. Decisamente sconosciuto (a me [medesimo] lo tengo a precisare) il Gruppo La Rumarola di Garda, che ha messo in scena lo spettacolo intitolato “La fortuna si diverte” del genere commedia dialettale popolare della tradizione, ricca di situazioni comiche, talvolta grottesche ed è una presa in giro della mania del gioco del lotto e simili e di in una famiglia semplice in cui arriva la fortuna di una grossa vincita …. ! Il testo e le occasioni di risate spensierata di sicuro non mancano, ma pur ribadendo la mia lontananza da una capacità di critica professionalmente formata, devo oggettivamente ammettere, avendolo riscontrato nelle quattro chiacchiere del dopo spettacolo, che è stata una serata come dire fiacca. Decisamente tante le esitazioni, i momenti di pausa, gli attacchi sovrapposti interrotti ma comunque percepiti. E’ una compagnia che opera nel settore da molti anni, con molte rappresentazioni nel proprio bagaglio, ma in questa serata mi ha trasmesso il senso dell’amatoriale. Ieri sera? Una nuova bellissima conferma. L’Estravagario Teatro di Verona sotto la regia di Alberto Bronzato, ha coinvolto tutti i presenti in una marea di situazioni allegre . Sono stati incalzanti, non ti hanno mai lasciato respirare, ogni attimo, ogni respiro, ogni passo di ogni attore attirava la nostra attenzione. La commedia “Parenti Serpenti”, prende in giro o comunque rappresenta una tipica famiglia italiana, perbenista, che durante le feste per il Natale, si riunisce per festeggiare in casa dei nonni con tutto il rituale che contraddistingue il Natale italiano, cenone, veglione, messa di mezza notte, regali, intrighi ….. ma? Viene rappresentata l’unione famigliare che si sgretola alla prima vera difficoltà! I nonni che ammettono di non poter più vivere da soli e che vorrebbero invece essere accolti nella cassa di uno dei loro figli, lasciando a loro la scelta e qui crolla il castello! E’ con un velo di tristezza purtroppo, che bisogna ammettere che è comunque un problema attuale. Quanti sono i nostri vecchi che per oggettive difficoltà sono costretti a concludere la loro vita in quell’ospizio che “ha così un odore di vecchio” recita la bravissima Tiziana Leso in uno dei suoi passaggi. (Consentitemi una citazione per la compaesana Parisi Alice, nei panni di Milena, la cui propensione teatrale mi era sconosciuta). Ma la bravura di tutti gli attori distoglie il pubblico da questo aspetto triste della vicenda, facendo invece ridere sulle situazioni grottesche che sbocciano in famiglia, e la bravura la si legge sulle facce dei protagonisti che nel finale, in assoluta assenza di battute, lasciano ai loro volti esprimere il finale grottesco della vicenda.
Bravi davvero!