John Grisham: Ultima Sentenza

Riassunto (fonte Il
Messaggero):
Gli avvocati Wes e Mary Grace Payton hanno compiuto il
primo passo nella più importante causa della loro carriera. Un tribunale del
Mississippi ha infatti riconosciuto un risarcimento di quarantun milioni di
dollari a Jeannette Baker, una giovane donna assistita dal loro piccolo studio,
che nel giro di otto mesi ha visto morire di tumore il figlio e il marito. Dopo
un estenuante processo nel quale i Payton hanno messo in gioco sia la
credibilità professionale che la serenità personale, la responsabilità è stata
attribuita alla Krane Chemical, una grossa società con sede a New York ritenuta
colpevole di aver smaltito per anni rifiuti tossici nei terreni vicini al suo
stabilimento di Bowmore, inquinando le falde acquifere della cittadina e
provocando il cancro in molti membri della comunità locale. Si tratta solo del
primo grado di giudizio, e di un singolo caso, ma è chiaro che, se la sentenza
verrà confermata, per la
Krane Chemical – e per il suo potente proprietario Carl Trudeau
- si aprirà una disastrosa stagione di cause collettive da parte della
cittadinanza e di ancor più disastrosi risarcimenti. Trudeau sa quindi di avere
disperatamente bisogno di una Corte Suprema favorevole, e l’impresa non sembra
impossibile: i giudici verranno eletti tra non molto e per una campagna
elettorale servono parecchi soldi…

John Grisham ci accompagna ancora una volta tra le pieghe
del sistema legale americano, in una serratissima vicenda di lobbying, sentenze
pilotate, grandi interessi economici che non tengono nel minimo conto i diritti
degli individui. "Ultima sentenza" prende le mosse là dove molti dei
suoi precedenti romanzi si concludevano – con un giusto verdetto – per scavare
a fondo nella società statunitense, metterne in discussione i meccanismi
burocratici e le istituzioni, arricchendo di un’autentica passione civile la
prodigiosa vena narrativa del suo autore.

Il libro mi è stato regalato, è il primo libro che leggo di
questo scrittore, e per la verità a me non è dispiaciuto anche se altri
conoscitori di questo autore dicono che si è persa un po’ per strada la
capacità di coinvolgere il lettore.  Non
supponevo affatto l’esistenza di questi poteri occulti (così li chiamo io) in
grado di condizionare la vita politica e giudiziaria di un paese, in questo
caso quello statunitense. Ho trovato la
lettura molto scorrevole, un inizio decisamente avvincente, il resto fa
intravvedere un mondo che non conoscevo, che non mi piace e che porta verso la
fine di questa storia che non lascia presagire nulla di positivo.

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