Io Sono Dio

(Riassunto di Stefy1970) Nelle prime pagine viene descritto un attentato compiuto a New York da un misterioso personaggio che pensa di essere Dio mentre nei successivi capitoli conosciamo una storia accaduta agli inizi degli anni ’70. Un giovane che combatte in Vietnam viene usato come scudo umano e rimane gravemente ustionato dal napalm che lo riduce alle sembianze di un mostro, pieno però d’odio verso chi l’ha mandato laggiù ed in generale verso il suo Paese.  Il racconto poi prosegue ai giorni nostri quando inizia una catena di attentati nella metropoli americana e la polizia inizia ad indagare sul responsabile del folle gesto.  Incaricata della indagini è la poliziotta Vivien Light, una donna forte e determinata, che dietro il suo aspetto da dura nasconde un animo sensibile e le preoccupazioni per la sorella che sta morendo e la nipote ospitata in una comunità per giovani con problemi guidata da padre McKean.  Per alcune coincidenze Vivien si ritrova a collaborare con il giornalista Russell Wade, quello che possiamo definire la pecora nera di un’importante famiglia ma desideroso di riscattarsi.  I due lavorano assieme per trovare il responsabile degli attentati seguendo la pista lasciata da una fotografia ritrovata su un cadavere e cercando informazioni sulla persona che vi è ritratta.   Nel libro non manca l’inevitabile storia d’amore, quella tra la detective ed il giornalista, due persone diverse ma che sembra siano attratte molto l’una dall’altro…  Vivien è una donna decisa che però si sente sola e desiderosa di avere qualcuno vicino ed anche se mette il lavoro al primo posto si vede come la sua situazione famigliare la preoccupi. Lei è protettiva verso la nipote, che cerca di tenere al riparo da troppe preoccupazioni tacendole il fatto che la madre stia per morire.   Russell è un uomo cresciuto all’ombra del fratello morto in Kossovo, della quale morte un po’ s’incolpa, e che vuole essere accettato dalla famiglia per quello che è, lasciando alle spalle una vita dedita al gioco, all’alcol ed alla droga.

Concordo con l’opinione che più di una persona ha scritto sul web relativamente al fatto che il finale sia un po’ sbrigativo rispetto a tutto lo svolgersi del romanzo, poco spazio, poco tempo, poca l’analisi delle motivazioni che hanno spinto a compiere queste azioni da parte di una persona che era dedita al bene altrui, liquidato frettolosamente il gesto di sacrificio fatto dal suo collaboratore-amico.

Per concludere il libro è bello, mi è piaciuto, lo consiglierei tranquillamente ma non per questo è da ritenere perfetto.

 

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