Dopo diversi anni di rappresentazioni teatrali all’interno del Cortile Montanari, la compagnia La Barcaccia, si trasferisce in un nuovo spazio ricavato all’interno dell’ex Arsenale, struttura che meriterebbe davvero una sorte migliore, una ristrutturazione e riqualificazione perché ha le potenzialità per ospitare davvero tanti eventi e manifestazioni e potrebbe tranquillamente essere sede di diverse attività promozionali per la città. Peccato davvero che nessuno riesca a disporne in tal senso l’utilizzo, ma aimè non è la sola struttura che versa in condizioni di abbandono, comunque non voglio occuparmi di questo se non solo per evidenziare la positiva novità di un tentativo di rivalutarne la funzionalità .
“I due gemelli veneziani” è il titolo della nuova divertente commedia che gli ormai collaudati attori della compagnia La Barcaccia, hanno messo in scena. Un primo scanzonato commento: mi è piaciuta molto di più di quanto visto lo scorso anno. Come in ogni rappresentazione, dopo un primo ma breve momento di avvio, durante il quale lo spettatore cerca di capire, focalizzare i compiti e i ruoli dei personaggi messi in scena, cominciano subito alcune scene che strappano il sorriso, l’applauso. Non mi ricordo sia usanza dalle precedenti commedie, ma in questa è capitato alcune volte che rappresentazione fosse intervallata da una (passatemi il termine) battuta fuori campo, cioè estranea al contesto ma caratterizzante proprio il momento rappresentato, che definirei molto riuscite, azzeccate. Non credo serva parlare del regista ed interprete : Roberto Puliero, personaggio poliedrico per quante cose riesce a fare, per quanti personaggi diversi fra loro riesce a interpretare, ma comunque tutti personaggi leggeri, ironici, spiritosi, in sostanza comici. In questa commedia Puliero ricopre il ruolo dei gemelli, e risulta veramente divertente in questo ruolo, in particolare in alcuni passaggi. Zanetto è il gemello imbranato, svagato, Tonino quello decisamente più scaltro e borghese, sottotono a mio avviso la comicità altre volte trascinante di Davide Valieri nella parte di Balanzone, padre della promessa sposa Colombina (Giulia Vespertini), trascinante invece è risultata la figura di Pancrazio al secolo Giuseppe Vit, che ha rappresentato con forza anche fisica la maschera di un saccente che elargisce consigli al solo fine di ottenere i favori di Colombina, poi abbiamo Lelio, la caricatura di un pseudo nobile e rozzo romano interpretato dal giovane Nicolò Franceschini che insidia la bella e melodrammatica Beatrice (Laura Benassù) che è invece innamorata del gemello Tonino e che viene difesa dal nobile ed incompreso innamorato Florindo (Michele Matrella). Da segnalare anche il ritorno alle scene nel ruolo di Arlecchino, servitore dell’imbranato Zanetto di Francesco Puliero.
Divertimento garantito.





