Archivio delle Categorie: Sport

Straverona 2007 : 25° Edizione

25^ STRAVERONA
Domenica 20 maggio 2007 – partenza ore 08.30

Giunta quest’anno alla 25° edizione, la Straverona si conferma sempre più un appuntamento atteso e amato da tutta la città. Un vero e proprio spettacolo cittadino, una giornata all’insegna della serenità, del sano agonismo e del vivere assieme lo sport.

La Straverona, manifestazione podistica non competitiva fortemente voluta dal Comune di Verona fin dalla sua nascita nel 1983, è cresciuta nel tempo anche e soprattutto grazie al prezioso e impagabile lavoro di quanti si adoperano per la sua realizzazione: l’Unione marciatori veronesi (Umv), la Federazione italiana sport per tutti (Fiasp) e il Comitato San Zeno.

Il successo che ogni anno la manifestazione raccoglie testimonia il fermento del mondo podìstico veronese e la grande capacità organizzativa dei gruppi sportivi, che non hanno dimenticato l’importanza della solidarietà e dell’impegno sociale. La Straverona rappresenta il modo più bello e costruttivo che si possa immaginare di vivere lo sport, coinvolgendo moltissime persone senza distinzione o discriminazione alcuna, rappresenta inoltre un momento per riscoprire la città: si snoda, infatti, tra le vie e le piazze più incantevoli di Verona, il lungadige e le colline circostanti, regalando a tutti i partecipanti momenti di rara suggestione.

Per ulteriori informazioni e dettagli si segnalano i seguenti siti del Comune di Verona e dell’ Unione Marciatori Veronesi

 

Verona, devi tornare a canestro

È il messaggio lanciato dai campioni della Scaligera e dai 4.000 del PalaOlimpia.

Diego Pastori, direttore sportivo a Capo d’Orlando (A2), assicura: «Se accettasse di tornare a giocare, proporrei subito un contratto a Henry Williams. Non avrei dubbi. Penserei dopo a quale, tra gli americani che ho in squadra, "tagliare"».  "High fly" sembrava, veramente, aver fermato il tempo. Non era tanto diverso dal giocatore che, il 31 gennaio 1993 ebbe un impatto devastante (per gli avversari) sul campionato, con 21 punti nel secondo tempo di Glaxo-Varese al PalaOlimpia, prima tappa della sua straordinaria avventura in gialloblù. Rodolfo Rombaldoni, che fa della difesa una delle sue armi migliori, assicura: «Almeno tre volte l’ ho marcato stretto, ma lui ha messo la bomba, ugualmente, da distanze siderali: un fenomeno, come sempre».  Williams, indubbiamente, ha interpretato da vero uomo spettacolo la serata. Ha realizzato una ventina di punti, miglior realizzatore del triangolare, è andato a "dare il cinque" agli spettatori, salendo sulle gradinate e girando attorno al parterre. Ma tutti hanno dato il loro contributo allo spettacolo: si sono rivisti gesti atletici d’indubbia qualità, dal gancio cielo di Gnad al rimbalzo e canestro di Schoene (46 anni magnificamente portati), dalle penetrazioni di Moretti alle triple di Keys, Bullara e Noli, dalla fisicità di Gray e Morandotti (secondo realizzatore con 17 punti) al senso del canestro di Gregorat, dalla vivacità di Brusamarello alla fantasia di Beric. Per non parlare di chi gioca ancora, in A1 come Galanda, Boscagin e Frosini (17 punti) o in A2 come Bonora, Rombaldoni e Rizzo, o in C1 come Zamberlan o in C2 come Sly Gray. Cercano di correre anche gli ultracinquantenni Brumatti e Dalipagic, accompagnano con vigore i loro chili in più Pastori e Forcato, mentre Lardo si alterna tra la panchina e il campo.  Le tre partite, insomma, sono state divertenti. Franco Marcelletti, in particolare, le ha animate dalla panchina, stupendo lo speaker e tutti nel chiamare time out sul 35-31 per la sua Müller, «perchè bisogna vincere». Bonora lo guarda stranito, ma Franco detta lo schema per liberare Williams al tiro da tre. E l’esecuzione è perfetta, come ai bei tempi.
"Torniamo tutti a canestro" è un successo di pubblico (da brividi i cori per Dalla Vecchia, il capitano), di spettacolo (gradevoli anche gli intermezzi musicali e di ballo), di solidarietà (28 mila euro consegnati all’associazione A Tutto ondo). Media Event di Umberto De Amicis concretizza al meglio l’idea di Stefano Alfonsi e Toni Peterlin e coglie gli obiettivi che si era prefisso. Il più importante, oltre a quello benefico, era essere da stimolo per favorire il ritorno del grande basket. Il messaggio della gente di Verona è chiaro. La voglia di basket c’è, è grande. Tocca alla Verona economica rispondere positivamente perchè la serata di "Torniamo tutti a canestro" non rimanga il sogno di una notte di fine estate.

Basket: play off per la promozione in serie D

Con un gruppetto di supporter appassionati di basket, di quello semplice e giocato, insomma di quello di casa nostra, ho assistito anche all’ultima gara della serie finale dei play-off per la promozione in serie D. Vittoria conquistata sul suono della sirena di fine gara. La partita ha visto il primo quarto dominato dal CUS Verona, (l’altra squadra approdata alla finale), il secondo quarto ha visto invece i Bears di coach Matteo e del Presidentissimo Toto, dimenticare le proprie paure e nel terzo quarto con la loro arma più forte che li contraddistingue, una difesa aggressiva ed asfissiante hanno recuperato diversi palloni e sono passati a condurre la gara. Quando coach Matteo nell’ultima frazione di gioco,  per falli commessi e per necessità di far rifiatare alcuni elementi che tante energie avevano speso durante la partita, è stato costretto a modificare spesso il quintetto in campo, l’organizzazione del gioco ne ha risentito e gli avversari buttando in campo tutte le loro energie, recuperano pian piano tutti i punti di vantaggio che i bussolenghesi avevano messo in cascina. Negli ultimi minuti alcuni fischi da parte di una coppia arbitrale che sino a quel momento aveva ben gestito la partita, grazie anche alla correttezza delle due squadre in campo e delle rispettive panchine, non sono stati propriamente condivisi. Come nelle migliori tradizioni a 6 secondi dal termine, i Bussolengo Bears sono avanti di tre punti, con una rimessa a favore del CUS dalla linea di fondo campo in zona di attacco, praticamente sotto il canestro del Bussolengo.Una rimessa in campo elaborata, quasi al limite dell’infrazione di 5 secondi e la palla arriva nelle mani di Posenato il n. 9 avversario, che pur marcato, ma senza commettere fallo, si alza e tira da oltre la linea dei 3 punti e la palla penetra la retina dei Bears. Tutto da rifare. La delusione sugli spalti è tanta, si pensa già ai supplementari, ma i ragazzi in campo devono preoccuparsi di rimettere in campo la palla, e non commettere errori e mancano neanche 4 secondi. Dopo la rimessa, con pressing a tutto campo del CUS, la palla viene lanciata avanti a Zocca il nostro n. 15 che gode di fama di buon tiratore ma che nelle ultime due gare, forse anche disturbato da un ginocchio non nelle migliori condizioni, non ha fornito le solite prestazioni. Zocca riceve la palla, tenta di sfuggire al suo avversario che riesce a sporcargli il palleggio. Recupera la palla e tenta il tiro della disperazione. La sirena suona e la palla finisce termina la parabola entrando nel canestro del CUS. Gli occhi verso l’arbitro che con un gesto deciso, le due dita verso il basso, indica canestro valido. I Bussolengo Bears conquistano la serie D. Tutto meritato. Bravissimi. Sugli spalti? Tutti in piedi ad applaudire per lunghi minuti.

La Straverona : maratona amatoriale

24^ STRAVERONA
Domenica 21 maggio 2006 – partenza ore 08.30

La tradizionale marcia podistica non competitiva organizzata dall’Assessorato allo Sport e Tempo Libero del Comune di Verona e dall’Associazione Straverona, composta dall’Unione Marciatori Veronesi, dalla FIASP e dal Comitato San Zeno, è giunta quest’anno alla 24^ edizione.

La manifestazione sportivo-amatoriale in programma il prossimo 21 maggio che prevede tre percorsi di km 6, 12 e 21, coinvolge ad ogni edizione un numero imponente di persone di ogni età, tutte unite dalla passione per il podismo.

La Straverona è anche un’occasione per conoscere ed apprezzare le bellezze artistiche della città, ma anche quelle naturali rappresentate dalle colline che la circondano.

Calato il sipario sui Giochi Paralimpici Invernali di Torino 2006

20/3/2006
Poco meno di due ore di spettacolo in piazza Castello, preceduto da un incredibile bagno di folla grazie alla sfilata delle squadre in via Roma. Si è chiusa tra mille emozioni e un arrivederci a Vancouver nel 2010 la IX edizione dei Giochi Paralimpici Invernali di Torino 2006. ”Grazie Torino, grazie Piemonte, grazie Italia per questi giochi”, ha detto Phil Craven, presidente dell’IPC in un italiano molto buono. I colori, i profumi della primavera hanno inondato una piazza Castello piena all’inverosimile per il commiato a giochi che hanno lasciato il segno. Lo spengimento del braciere è avvenuto con un unico, grande soffio da parte del pubblico presente. E Tiziana Nasi, presidente del Comitato Organizzatore delle Paralimpiadi, ha ringraziato i media ”per la grande copertura giornalistica sull’evento”. Pioggia, fate e bimbi, in un susseguirsi di immagini, con lo spirito degli atleti paralimpici che vola leggero, senza peso. E chiusura affidata ad una Patty Smith in gran forma, per giochi che rimarranno a lungo nella mente e nei cuori di tutti.

© fonte Ufficio Stampa Comitato Italiano Paralimpico

 

Dopo aver dato alcune notizie in merito ai Giochi Paralimpici di Torino 2006, mi sembrava opportuno riportare anche la notizia riguardante la chiusura, con un solo commento : finalmente il giusto riconoscimento anche al ns. sport, quello praticato dai disabili.

Un oro, un argento e un bronzo: è valanga azzurra

E’ stata la giornata dello Sci Alpino italiano, è stata la giornata di Silvia Parente e Lorenzo Migliari, di Gianmaria Dal Maistro e Tommaso Balasso ed è stata la giornata di Daila Dameno, alla prima medaglia paralimpica della sua storia.
Le nevi del Sestriere hanno oggi ospitato le prove del Gigante blind e sitting, che hanno evidenziato l’ottimo momento che sta vivendo lo sci paralimpico italiano, con i nostri atleti che hanno collezionato un oro, un argento ed un bronzo.
Ad inaugurare la serie di vittorie per i nostri colori sono stati Silvia Parente e Lorenzo Migliari nella categoria blind, alla loro terza medaglia in questa Paralimpiade, anche se questa volta la più pesante. Parente e Migliari, scesi con il pettorale numero 7, hanno concluso la prima manche al comando, riuscendo poi ad amministrare ottimamente la seconda e terminando la loro prova con 2 secondi di vantaggio rispetto alla coppia francese Casanova-Sainas ed a quella austriaca Sabine Gasteiger ed Emil Gasteiger. Dopo due bronzi, per loro è giunto l’oro e la soddisfazione di essere entrati a pieno titolo nella storia dello sci paralimpico azzurro.
La seconda medaglia della giornata è arrivata da Daila Dameno, al suo esordio in una Paralimpiade. L’atleta milanese, seconda dopo la prima frazione, ha concluso la sua prova al terzo posto, alle spalle della giapponese Obinata ed alla statunitense Stephens.
‘Per me è come un oro’ – ha dichiarato la Dameno a fine gara – ‘ho sciato molto bene nella prima parte, poi ho spinto molto sul finale’. Per Daila una soddisfazione doppia, dal momento che ha iniziato a sciare da pochi anni. La terza medaglia della giornata è arrivata dalla categoria blind maschile con Gianmaria Dal Maistro e Tommaso Balasso. Dopo l’oro conquistato in Super G, i due ragazzi di Schio hanno ottenuto un ottimo secondo posto e la conquista di un argento che, se non fosse stato per un pizzico di sfortuna (Dal Maistro ha infatti perso gli occhiali durante la gara), sarebbe potuto essere oro.
Ma la giornata dell’alpino ha salutato anche il buon settimo posto di Michael Stampfer nel Gigante categoria sitting. Buona la prova dell’atleta di Caldaro che dalla prima alla seconda manche ha recuperato ben cinque posizioni.
In mattinata si è svolta anche la prova valida per la staffetta maschile di Cross Country, che vedeva impegnati i nostri Enzo Masiello, Daniele Stefanoni, Franz Gatscher e la sua guida Stefano Gamper.
Ottima la prestazione di Masiello, che ha terminato la sua frazione terzo. Alla fine per l’Italia sarà ottavo posto.
Nella foto: Melania Corradini festeggia i suoi compagni durante la Cerimonia di Premiazione

Storia di vita di atleta Paralimpico

Orazio Fagone, oro a Lillehammer nello short track, perse una gamba in moto
Oggi gareggia alle paralimpiadi nell’hockey su slittino
"E’ dura vedere gli altri pattinare,
ma non penso più al passato"

Oggi la sua squadra ha segnato il primo gol paralimpico, "abbiamo perso 2 a 1, ma la prima rete gliel’abbiamo regalata". Orazio Fagone, 37 anni, gioca nella nazionale italiana di sledge hockey – l’hockey su slittino – dopo un passato olimpico sui pattini che lo ha visto vincere oro, argento e bronzo. Quindici anni nella nazionale di short track, poi nel ’97 un incidente che gli costa l’uso delle gambe, e l’abbandono delle competizioni. "Pattinavo da quando avevo tre anni, la prima volta con le lame è stata quando ne avevo 10. A 14 ero già in nazionale". Un vero fenomeno che arriva al podio olimpico a Nagano e Lillehammer.

E’ un campione con la passione dei motori. Quel giorno di nove anni fa correva, ma senza i pattini, solo le ruote della moto. Dietro una curva sbuca all’improvviso un camion che procede contromano. Non c’è niente da fare, da quel momento camminerà solo con le stampelle. Un destino crudele decide che venti giorni dopo, sempre a causa di una moto e di un camion, anche il compagno di squadra Mirko Vuillermin non possa più camminare. "Fu un colpo durissimo, tutto finiva all’improvviso. Con Mirko ci vediamo ancora, e fa male guardare la squadra italiana perdere contro atleti che all’epoca delle gare battevamo senza troppi problemi".

I due anni successivi li trascorre seguendo terapie di riabilitazione, "e la crescita di mio figlio Aaron", un bimbetto che oggi ha sette anni e che Orazio ha chiamato così "perché sono un fan di Elvis Presley, e quello è il suo secondo nome". Ristabilitosi diventa allenatore in seconda della nazionale di short track, "ma me ne andai subito prima delle olimpiadi di Salt Lake City: non ce la facevo proprio a stare alla balaustra e vedere gli altri pattinare". E lascia.

Ma tornerà alle competizioni spinto dal presidente della nazionale di curling che gli chiede un aiuto per reclutare i componenti della squadra paralimpica. E saranno proprio le reclute a convincerlo ad unirsi a loro. Poi qualche battibecco, litigi, Fagone parla addirittura di "un complotto", e se ne va di nuovo verso la nazionale di sledge hockey. Una squadra giovane nata appena due anni fa che ha bisogno ancora di un po’ di rodaggio, "e di qualche nuova leva: l’età media è di 40anni, e ci servono dei giovani".

Qualche rimpianto? "Nessuno, non guardo al passato, non serve a niente". Per quanto concerne il futuro dice di non avere grandi aspettative, giocherà ancora un po’, poi chi lo sa. La voce però si scioglie quando racconta di un pomeriggio al parco di sei mesi fa: "Avevo appena infilato i pattini a rotelle a mio figlio Aaron, che dopo qualche minuto lo vedo che salta e si muove con agilità sugli scivoli dei giardinetti, sembrava che non avesse fatto altro fino a quel momento. Ero senza parole". Chissà, magari tra qualche anno ci sarà un altro Fagone nella nazionale.

((dal sito di Repubblica))

Primo ORO agli Azzurri Paralimpici

Gianmaria Dal Maistro conquista il gradino più alto del podio
Nel SuperG femminile l’atleta non vedente ripete il terzo posto
Paralimpiadi, primo oro agli azzurri
Silvia Parente bissa il bronzo
 
SESTRIERE (Torino) – Due medaglie per gli azzurri nelle Paralimpiadi: oro con Gianmaria Dal Maistro nel SuperG e bronzo, il secondo, da Silvia Parente, anche lei nel SuperG per disabili visivi. L’azzurro si è piazzato secondo posto dietro al tedesco Gerd Gradwohl, ma la squalifica del tedesco inflitta all’atleta perché non non ha rispettato la distanza regolare dalla guida che lo precedeva, ha regalato l’oro all’Italia. Terzo lo slovacco Radomir Dudas.

Seconda medaglia di bronzo invece per Silvia Parente: la sciatrice milanese non vedente si è piazzata terza nel SuperG, dietro all’austriaca Sabine Gasteiger e alla ceca Anna Kuliskova. rispetto alla vincitrice, la Parente ha tagliato il traguardo con un ritardo di 2"55. Con l’altro bronzo vinto nella discesa libera di domenica sulle nevi di Sestriere, Silvia Parente consegna all’Italia la seconda medaglia italiana. Come nella libera, Silvia Parente è scesa lungo il tracciato del SuperG preceduta da Lorenzo Migliari, la sua fedelissima guida con cui fa coppia anche nella vita.

Trentasei anni, programmatrice di computer, laureata in psicologia, Silvia Parente coltiva anche la passione per la vela. "Spero che questi miei risultati abbiano un effetto benefico per tutto lo sport disabile. Alle Paralimpiadi avevo già vinto una medaglia 12 anni fa, a Lillehammer, ma l’eco era stata pochissima, vuoi perché le gare si tenevano lontano, in Norvegia, vuoi perché c’era meno sensibilità. Oggi le cose sono diverse".

PARALIMPIADI INVERNALI

Silvia Parente regala la prima medaglia all’Italia.

L’azzurra, con l’atleta guida Lorenzo Migliari, è bronzo nella discesa libera

 

Sono le piste del Sestiere a regalare la prima medaglia dell’Italia alle Paralimpiadi Invernali di Torino 2006. Silvia Parente, milanese di 37 anni, insieme all’atleta guida Lorenzo Migliari ha infatti conquistato il bronzo nella discesa libera per non vedenti ed ipovedenti. L’azzurra ha chiuso la prova, vinta dalla francese Pascale Casanova, con il tempo di 1’34’’37, subito dietro l’austriaca Gasteiger. Eccellente, dunque, il ritorno della Parente, che ha al suo attivo tre edizioni delle Paralimpiadi invernali (ha saltato Salt Lake City 2002), con il bronzo nello slalom conquistato a Lillehammer nel 1994: ‘’E’ stata un’emozione fortissima – confessa l’azzurra – non volevo correre questa libera, non è la mia gara, mi hanno convinto i miei allenatori. E invece questo ritorno ai Giochi è coinciso immediatamente con un podio. Non è stato facile, perchè la pista era ghiacciata e, soprattutto in alto, il vento era fortissimo. Per noi non vedenti, soprattutto, condizioni difficili. Felice? Di più. Ora affronto il resto delle gare con più serenità’’.

Un pizzico di delusione è invece arrivato dalla libera maschile per non vedenti ed ipovedenti. In gara c’erano Luigi Bertanza (in coppia con Ivan Morlotti) e Gian Maria Dal Maistro (atleta guida Tommaso Balasso), che hanno chiuso la gara, vinta dal tedesco Gradwohl in 1’17’’22, rispettivamente al quinto e sesto posto. Bertanza ha segnato al traguardo il crono di 1’19’’81, mentre 1’22’’19 è stato il tempo di Dal Maistro.

Notizie tratte da http://www.comitatoparalimpico.it/paralympic2006/index.asp