Archivio delle Categorie: Viaggi

Kenya – Watamu – Aquarius Beach Resort dal 07 al 16 gennaio 2011

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Per la mia seconda volta in Kenya, torniamo a Watamu, un paesino affacciato sull’oceano, circondato da belle spiagge, e con sensibili effetti maree. Il volo AirItaly da Verona è perfetto e puntuale, all’andata mezzo vuoto tanto da consentire di riposare … Leggi l’articolo completo

Lago d’Iseo : Monte Isola, Zone, Vello, Marone : 06 Febbraio 2011

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Che bella giornata! grazie Bruno per il suggerimento che abbinato ad una bella giornata di sole e temperatura decisamente buona per la stagione, ci ha permesso di trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta.  La meta il Monte Isola, un isolotto, … Leggi l’articolo completo

Mantova : 2 gennaio 2011

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  Per iniziare bene il nuovo anno dopo aver rigorosamente riposato il primo giorno dell’anno, si decide di uscire di casa per fare due passi per la vicina Città di Mantova.                Il tempo per il vero è di quelli che … Leggi l’articolo completo

Merano 01 Dicembre 2010

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Sono stato a Merano nei primi giorni di Dicembre 2010, per impegni di lavoro, ed ho assistito ad una nevicata che non ricordavo da tempo. La mia macchina coperta da uno strato di circa 20 cm di neve era praticamente … Leggi l’articolo completo

San Giorgio di Valpolicella 19 Sett 2010

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Col senno di poi, è stata la sola domenica non piovosa di oltre due mesi e mezzo e ce la siamo goduta con una breve quanto simpatica escursione sulle colline della valpolicella. Un pranzo in una delle trattorie nella vicina … Leggi l’articolo completo

Lago di Ledro (TN) : 12 sett. 2010

Col senno di poi forse è stata l’ultima domenica di fine estate con un po’ di sole, perché poi praticamente per 2 mesi ogni fine settimana è stato piovoso, quindi doppia fortuna, perché con la solita coppia di amici, abbiamo deciso di andarcene un po’ fuori dai centri più frequentati, e con l’auto prima abbiamo raggiunto Rovereto, da li siamo scesi verso il Lago di Garda a Torbole, qui per la verità un bel po’ di traffico lo abbiamo beccato e poi, passando per Riva del Garda siamo saliti in direzione del Lago di Ledro.
Erano tanti anni che non mi recavo da queste parti, e con grande sorpresa ho visto di quanti ed importanti lavori stradali sono stati fatti; con una nuova galleria da poco lontano di Riva del Garda si raggiunge la Valle di Ledro e l’omonimo lago in davvero poco tempo.
Il paesaggio che si apre è un incanto, uno di quelli che riconcilia con la natura, si possono fare tante cose in questi luoghi, per cominciare un giretto in pedalò su limpide e tranquille acque, oppure lunghe passeggiare lungo il perimetro del lago adatte a tutti o volendo partire per diversi sentieri di montagna. Ma non è che sia obbligatorio per forza fare qualcosa, ci si può anche comodamente e pigramente sdraiare sui prati che circondano il bacino lacustre ammirando semplicemente le montagne che racchiudono le acque del lago. Lungo le sue rive sono state realizzzate quattro spiagge, dotate di vari servizi, per permettere la natazione. Tali spiagge si trovano a Molina di Ledro, in località Besta, a Mezzolago, a Pieve di Ledro e a Pur.
L’origine del Lago di Ledro è dovuta ad uno sbarramento morenico risalente alla quarta era glaciale, anche se, dal 1929, il suo livello è influenzato dal fabbisogno di energia della Centrale Idroelettrica di Riva del Garda che utilizza appunto le sue acque che, incanalate in un tunnel lungo 6 Km scavato nel fianco della montagna, scendono verso Riva del Garda. Oltre che per il prestigioso paesaggio che lo circonda, il Lago di Ledro è famoso per il ritrovamento di un’estesa area a palafitte, situate sulla riva orientale del lago. Tale ritrovamento, scoperto in occasione del forte abbassamento delle acque del lago per la costruzione appunto della Centrale idroelettrica, è il più importante in Europa per estensione, ricchezza di manufatti e buono stato di conservazione.

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Nuove immagini

Sono stati pubblicati tre nuovi album di fotografie con relative descrizioni :
- Merano (BZ), dicembre 2010 : un paesaggio innevato;
- San Giorgio di Valpolicella (VR), 19.09.2010 : la antica Pieve;
- Lago di Ledro (TN), 12.09.2010 : una domenica in mezzo al verde.

Lucca – Pisa e dintorni : Aprile 2010

Lucca, Pisa e dintorni : 5 – 9 Aprile 2010

 

E’ arrivata la primavera ed io e Lina decidiamo di prenderci qualche giorno di relax in giro per l’Italia. La meta ci è stata suggerita nel corso del nostro ultimo viaggio a Santo Domingo dove abbiamo incontrato un animatore proprio della Città di Lucca che ce l’ha descritta attirando la nostra curiosità.        E’il lunedì di Pasqua quando ci mettiamo in viaggio, temendo di poter incontrare anche del traffico intenso lungo  strade.              Per nostra fortuna però il nostro viaggio fila via liscio sino a dopo Pistoia quando incontriamo il primo incolonnamento. Decidiamo pertanto di lasciare l’autostrada (A11) e sempre in direzione Lucca percorriamo le strade provinciali senza per altro un itinerario preciso.           Ci attira un cartello che ci indica il paese di Collodi ed il nostro pensiero va ad uno dei personaggi più famosi della nostra letteratura per bambini : Pinocchio, quindi ecco decisa la nostra prima meta. Giunti sul posto intuiamo subito che non sarebbe stata una grande idea fermarsi in paese perché di gente in giro per il parco del burattino e nel giardino della villa ce n’era tanta davvero. Allora con l’aiuto delle mie quattro ruote saliamo per una stradina stretta e raggiungiamo la sommità più alta del borgo vecchio, quello sopra la Villa Garzoni.   Beh passeggiare per quelle vie, fra quelle case in mattoni, con quei panorami che si aprono sulla valle …. beh le sensazioni sono stupende.        Il tempo fa un po’ il birichino e quindi dopo una breve passeggiata decidiamo di scendere non prima di aver scattato qualche bella foto ricordo.               Lasciamo Collodi e la sua confusione di “Pasquetta” ripromettendoci di tornarci con calma e riprendiamo la strada per Lucca.  Arriviamo in città e prendiamo subito confidenza con le grandi mura che circondano il centro storico cittadino. Mura grandissime, veramente imponenti alla cui sommità c’è una strada che potrebbe essere una circonvallazione a due corsie e che invece è stata intelligentemente riservata ai Lucchesi per i loro momenti di relax, a piedi, in bici, coi pattini veramente un percorso in mezzo al verde, si perché le mura all’esterno sono circondate da grandi prati che rendono ancor più suggestiva la visione di queste mura.  Lungo questi bastioni sono state previste alcune porte di ingresso alla città vecchia, alcune di queste carrabili altre solo pedonali.   Decidiamo di addentrarci per un primo contatto con la città, ma il tempo non ci aiuta tantissimo. Lasciamo la macchina nei pressi di Porta San Donato Vecchia, e ci addentriamo a piedi per Via San Paolino. Li avevamo una missione da compiere, fermarci in una cioccolateria che ci era stata raccomandata, per farla breve quel giorno era chiusa, venduto tutto, ma ci siamo tornati dopo 3 giorni e ne è valsa la pena.  Arriviamo sino a Piazza San Michele dominata dalla omonima chiesa e che ospita una mercatino ad uso e consumo dei turisti.  C’è poco da fare se non c’è il sole anche i colori non brillano, il marmo bianco della chiesa e le sue lavorazioni si perdono nel grigio di una pioggia che comincia a scendere.  All’ora decidiamo di andare al nostro agriturismo, il Casolare Lucchese.        Li incontriamo dei concittadini veronesi e con loro passiamo la serata in una trattoria locale .  L’indomani ancora Lucca. Questa volta c’è il sole che ci accompagna per le vie del centro cittadino.   Lasciamo la macchina nei pressi di Piazza Santa Maria, e saliamo per Via Fillungo per arrivare nella Piazza Anfiteatro.         E’ effettivamente una meraviglia, abbiamo la fortuna di vederla al mattino quando ancora non è invasa dai turisti o dai locali per le loro attività, è davvero avvolgente.  Passiamo ancora per Piazza San Michele, poi ci dirigiamo verso Piazza Napoleno, maestosa, con stupendi palazzi che la circondano come Palazzo Ducale, il Teatro del Giglio, poi andiamo verso Piazza San Giovanni e di lì alla Cattedrale di San Martino (il Duomo).  Passando davanti alla Chiesa di S.Maria Foris Portam raggiungiamo Porta San Gervaso e una degli angoli più caratteristici della città (a mio parere) Via del Fosso.  Attratti dal disegno della cartina ci dirigiamo verso i giardini di Villa Bottini, ma aimè chiusi.  Ritorniamo dentro le mura più antiche e passiamo davanti a Torre Guinigi famosa perché alla sua sommità sono cresciuti degli alberi. di Leccio.  Vediamo anche la meno famosa Torre delle Ore, e per finire facciamo una seconda sosta nell’ovale di Piazza Anfiteatro.  Dimenticavo : il pranzo in una tipica osteria del centro.  Prima di cena una piccola passeggiata sulle mura . La sera dopo cena, in zona Via del Fosso, ci permettiamo di scattare due foto in notturna della città, direi abbastanza belle.

Il giorno successivo decidiamo di spostarci fino a Pisa nemmeno mezz’ora di strada.  Immancabile la visita alla Piazza dei Miracoli, col suo Battistero, il Duomo, la Torre più famosa al mondo, il Camposanto Monumentale, ma è stato ancor più bello poter visitare anche angoli meno conosciuti di Pisa, ad esempio Piazza dei Cavalieri, racchiusa fra edifici di assoluto valore architettonico e storico,  per poi scorrazzare lungo i vari “LungArno” scusate il bisticcio di parole, per ammirare scorci ed edifici storici ben conservati, come il Palazzo Prefettizio, la Chiesetta di Santa Maria della Spina, e San Domenico.  Poi nel tardo pomeriggio decidiamo di andare a prendere un’ora di sole, e facciamo una puntatina a Marina di Pisa, ma le tante scogliere ci inducono a spostarci sino a Tirrenia.    Poi un aperitivo e  rientro a Lucca.  

Il quarto giorno torniamo verso Collodi dove questa volta in assoluta tranquillità visitiamo il parco dedicato al Burattino, è bello anche tornare piccoli qualche volta, e poi ci dirigiamo al Giardino della Villa Garzoni, all’interno del quale è stata costruita “Butterly House” la casa delle farfalle. Valeva la pena tornare in questo paesino.   Qui siamo nella zona della strada del vino per cui decidiamo consultando la cartina di dirigerci verso Montecarlo. Borgo ben conservato ed ancora circondata da una bella cinta muraria, dominata da una fortezza (simbolo storico di Montecarlo), che sorge su di un colle che volge lo sguardo verso la piana di Lucca.   Passeggiare per la via del centro ci fa solo immaginare come poteva essere una volta la vita in un piccolo borgo così.    La sosta in una enoteca è inevitabile, come lo è acquistare del vino locale per poterlo degustare poi sul divano di casa.

E’ arrivato anche il giorno del rientro.   Decidiamo di percorre una parte della storica SS12 dell’Abetone. Arriviamo nei pressi di Borgo a Mozzano e ci fermiamo per ammirare il Ponte della Maddalena forse conosciuto meglio come Ponte del Diavolo .  Raggiungere la sua sommità per me non è stato facile ma ne valeva la pena.     Saliamo sino a Bagni di Lucca, poi percorriamo un buon tratto dell’Appennino Toscano per ridiscendere verso Pistoia e da li diritti verso casa.

 

Vi ricordo che fra gli album è possibile vedere le foto delle località visitate .

SARDEGNA – San Teodoro – Hotel Li Suari (Giugno/Luglio 2010)

Sardegna – San Teodoro – Hotel Li Suari : 25/06 – 06/07/2010

Si parte a notte fonda per passare a prendere la solita coppia di amici, Silvana e Sergio, per poi fare rotta verso Livorno, il nostro porto di imbarco, direzione Golfo Aranci.             La partenza da Livorno è prevista per le ore 08.00 e lungo la strada non incontriamo alcuna difficoltà per cui arriviamo con anticipo tanto che il ns traghetto (Corsica-Sardina Ferries) non c’è proprio.   Al suo arrivo, le operazioni di sbarco prima ed il nostro imbarco dopo sono veramente rapide, tanto che si salpa puntuali.         Prendiamo posto nelle nostre cabine che avevamo già riservato, e poi mi faccio due passi sul ponte più alto del traghetto per assistere all’imbarco degli ultimi mezzi, di solito quelli più ingombranti e poi la partenza; non so ma questo momento mi ha sempre un po’ affascinato, è un momento particolare quando la nave lascia gli ormeggi ed esce dal porto.  Scatto qualche foto, e dopo un po’ torno a riposare in cabina.        Dopo 6 ore si attracca al molo di Golfo Aranci, si scende dalla nave ed in fila indiana ci si immette nella viabilità isolana.  Circa 50 minuti di strada fra colline brulle, con scarsa vegetazione, e paesi con case rimesse a nuovo od in costruzione.     Arriviamo al nostro Hotel Li Suari, si lascia la macchina nel parcheggio esterno, ed entriamo. Alla reception personale locale molto cortese e due ragazzi dell’animazione che ci scortano alle nostre stanze.  80 camere circa suddivise tutte in piccole palazzine da 3 o 4 camere ciascuna, tutte al piano terra con ingresso indipendente e circondate da un prato curato bene, l’ideale per chi ha bambini infatti ce n’erano molti.             Togliamo gli abiti abbandonando le valige sul letto e sfruttiamo subito le ore di sole sdraiandoci intorno alla piccola piscina incastonata nel prato verde al cui fianco c’è un simpatico “baretto” esterno.        Li vicino anche la sala ristorante, sufficientemente spaziosa per accogliere tutti gli ospiti, dove gusteremo per dieci giorni delle pietanze preparate veramente bene, la cucina è sicuramente tra i punti di forza di questa struttura. Il mattino seguente, dopo una colazione con i controfiocchi, percorrendo un sentiero ampio di circa 200 mt., raggiungiamo la nostra spiaggia attrezzata di ombrelloni e lettini a disposizione degli ospiti del Li Suari.  Il fondale lì davanti non è il massimo, è con fondo roccioso,  niente a che vedere con le altre rinomate spiagge della zona, ma l’acqua è limpida e invitante, e la tranquillità del posto impagabile. Perché dico questo? Semplice, avendo a disposizione l’auto, abbiamo alternato giornate di relax a visite alle altre spiagge, “Cala Brandinchi” (la piccola Tahiti), “Lu Impostu”, la famosa e sconfinata “Cinta”, Capo Coda Cavallo e la vicinissima e raggiungibile anche a piedi “Isuledda”: beh tutte queste spiagge oltre ad avere tutti i parcheggi vicini a pagamento, (purtroppo abbiamo anche visto i vigili urbani all’opera), sono a dir poco sovraffollate, e la mia domanda è: se sono così a fine giugno dopo come saranno? Forse impraticabili, per cui rimanere sotto i nostri ombrelloni era veramente rilassante.             Un suggerimento ci dice di visitare l’Oasi di Biderosa, che si trova a circa una 30 di Km nella località di Orosei, proprio ad 1 km dalla spiaggia di Cala Ginepro.            E’ un parco, custodito dalla Guardia Forestale, nel quale si può entrare anche con la macchina ma è a numero chiuso, per cui non c’è mai l’affollamento; in alternativa ad un percorso in auto di circa 6 km, che attraversa uno stagno e che ti permette di raggiungere 5 spiagge diverse, con un mare degno di nota, per gli amanti del trekking o della mountain bike ci sono tanti altri percorsi in mezzo al verde della natura circostante. Quella a Biderosa è stata davvero una bella giornata, una meta da suggerire anche a quelli che come me hanno qualche difficoltà di camminare perché arrivano vicini alle spiagge anche con l’auto.        Presso il villaggio veniva anche offerta la possibilità di una escursione di 4 ore in gommone (a pagamento) intorno a tutto l’arcipelago dell’Isola di Tavolara, con partenza proprio dalla nostra spiaggia.          Salgo a bordo con l’aiuto di Antonio, che guida il gommone e ci illustra le caratteristiche di questo parco marino, si entra nel golfo di Capo Coda Cavallo, ci si ferma per un tuffo nei pressi dell’Isola di Molara, si costeggia la verticale della montagna di Tavolara per approdare in fine sulla sua splendida spiaggia dalle acque cristalline.   Su suo consiglio, chi ha potuto si è recato sino alla fine della spiaggia scollinando verso nord la punta dell’isola per ammirare una ulteriore piccola incantevole spiaggia.

Il centro del paese di San Teodoro è piccolo, carino, ondulato, la sera il centro diventa area pedonale e viene preso d’assalto dai turisti in vacanza, che passeggiando per le stradine fanno acquisti di souvenir o bevono qualcosa in uno dei tanti locali.             Una sera ho avuto anche la fortuna di incontrarmi con un amico, anche lui in vacanza in Sardegna ma molto più a nord, ed insieme trascorriamo una serata in un Agriturismo “Li Scopi”, che oltre ad offrire una eccellente ristorazione, ha li vicino anche delle camere che offre in affitto (a chi può interessare). Poco più a sud di San Teodoro la località di Porto Ottiolu, gli abitanti della zona la chiamano anche la piccola Porto Cervo per il fatto che è cresciuta attorno ad un piccolo porto, molto funzionale, che è fonte di svago serale per tutti i turisti della zona, che naturalmente ho visitato.

Il personale dell’Hotel Li Suari è stato professionale e molto cortese, dalla reception al personale di sala.             L’animazione è stato un altro punto a favore, è tranquilla, non invadente, ma presente e ti offre la possibilità di non stare sempre sdraiato, poi la sera ti sa intrattenere anche con buoni spettacoli e un po’ di piano bar.  Ringrazio come sempre i miei compagni di viaggio Silvana, Sergio e la mia dolce metà Lina.

Santo Domingo, Bayahibe, Gran Dominicus: 13 – 22 gennaio 2010

Diario di viaggio

Santo Domingo, Bayahibe, Catalonia Gran Dominicus

13 – 22 gennaio 2010

 

 

Erano giorni che stavo cercando su internet una offerta per una settimana di vacanza da fare in qualche mare caldo con Lina, mia moglie e quel tardo pomeriggio stanco di navigare sul web decido di fare una visita in agenzia viaggi, quando nei garage incontro Marino, uno dei miei vicini col quale ho scambiato in passato alcune esperienze di viaggio.           Sapevo che anche lui era alla ricerca di una vacanza ma la notizia che aveva prenotato proprio quella mattina avendo trovato una offerta interessante su Santo Domingo per 10 giorni, 8 notti in una struttura di qualità mi ha di molto incuriosito quindi mi faccio raccontare qualche dettaglio e lo saluto con una minaccia, <Adesso vado in agenzia e se la trovo, mi sa che ci rivedremo ai Caraibi>.     Dopo circa un’ora torno con la mia bella prenotazione, partenza dopo 7 giorni esattamente il 13 gennaio per Santo Domingo.       Come trasformare un fortuito incontro in garage fra condomini in una bella e felice vacanza!

Mi è sembrato bello iniziare questo racconto da questo episodio, proprio per dimostrare che i rapporti di buon vicinato possono esistere, anche se alla ribalta della cronaca arrivano solo episodi negativi.

 

La vacanza comunque non comincia nel migliore dei modi: mi accordo con Marino e sua moglie Loredana per partire da casa verso le ore 3 e mezza alla volta di Malpensa, e appena saliti in macchina ci informano di aver sentito alla TV di un devastante terremoto nella terra di Haiti, noto a tutti come stato confinante con la Repubblica Dominicana con la quale condivide l’isola su cui sorgono gli stati.  Nelle prime ore è stato attivato anche un allarme “tzunami” . A Malpensa facciamo la conoscenza di Tiziano ed Annalisa, amici dei nostri vicini con i quali condivideremo piacevolmente questi giorni di vacanza. Anche gli altri viaggiatori in aeroporto attendono di avere rassicurazioni sulla nostra meta.    Le notizie che arrivano vanno in questa direzione, a Santo Domingo non ci sono problemi, non si riscontrano danni in generale e nel frattempo anche l’allarme tzunami è rientrato.             Il volo prevede uno scalo a Roma, dove rimaniamo più del previsto per uno sciopero dei controllori del volo Francesi, spazio aereo che dobbiamo attraversare.   Vettore aereo Air Italy, Boeing 767-200, in condizioni direi buone.           Si arriva all’aeroporto de La Romana, la prassi di entrata è un po’ contorta, e qualche valigia viene anche aperta.         Una mezzoretta di bus e siamo al Catalonia Gran Dominicus (ex Ventaglio).             Tanto per cambiare ci accoglie una leggera pioggerellina, ed anche qui il check-in non è dei più sbrigativi, comunque abbiamo tutto il tempo anche di fare il primo assaggio della cucina nel villaggio: molto buona. Ristorante ampio, assortimento vasto e buono (villaggio internazionale, cucina internazionale), il rischio di portare a casa qualche kilo in più è concreto e ce lo conferma la colazione della mattina successiva, comunque per dover di informazione, ogni serata era a tema, cucina italiana, dominicana, spagnola, messicana, francese … con altri due ristoranti, uno stile Italia, con la possibilità di mangiare anche della buona pizza (davvero) ed un secondo Messicano dove la specialità era la carne.

La prima mattina prevede il consueto “briefing informativo”, che sorprendentemente è breve e sintetico, e poi di corsa in spiaggia perché il sole della nostra prima mattinata sembra se ne stia andando, infatti il tempo si butta sul molto variabile, e dopo pranzo il sole ci lascia. Il secondo giorno è anche peggio, comincia nuvoloso e ci spiace un po’ per quelli che vediamo salire sul catamarano che staziona di fronte la nostra spiaggia, o per quelli che vediamo sfrecciare sulle lance (tipiche imbarcazioni per turisti in Santo Domingo), che sono partiti dal non lontano porto di Bayahibe, tutti diretti all’isola di Saona, sicuramente l’escursione più  famosa in Santo Domingo. Peccato per loro, non potranno godere dei colori che una giornata di sole avrebbe invece regalato, mentre noi ci consoliamo con gli snack del bar o con la Paiella che ci viene servita in spiaggia.

Loredana che a casa aveva studiato un po’ la vacanza, contatta una agenzia Baya Tour di Bayahibe con la quale concordiamo di fare l’escursione a Saona e poi anche un mini tour in Quad .

La fortuna questa volta ci assiste, e Domenica 17 gennaio quando al mattino si raggiunge il porto naturale di Bayahibe, saliamo sulla lancia che di porterà a Saona, ed il sole splende.   Stefano, il responsabile che ci accompagna per tutta la giornata, ci spiega alcune cose dell’isola, della visita a Saona, delle spiagge che vedremo, nelle cui acque ci tufferemo. Diamo uno sguardo dal mare al paesino di Bayahibe, con alcune costruzioni all’occidentale che spiccano sul porto, poi ammiriamo, in senso ironico, anche quanto siano brutti certi insediamenti turistici proprio lungo la costa di Bayahibe e passiamo davanti anche al nostro Gran Dominicus, che per la verità e mimetizzato abbastanza bene nel verde della vegetazione che lo circonda. Ci tuffiamo davanti a Playa Bacardi (dove dicono abbiano girato lo spot del Bacardi), nelle “piscine naturali” dove una nuvola ci oscura un po’ il sole ma in compenso vediamo tante e grandi stelle marine, e poi via attraversiamo il canale ed arriviamo a Saona. Passiamo davanti prima alle grandi spiagge attrezzate di Saona, poi al paesino di  Manu Juan, (300 persone circa, poche case e qualche negozietto che visiteremo nel pomeriggio sulla strada di rientro), per arrivare ad un piccolo paradiso terrestre: “Canto della Playa” è una spiaggia naturale, non attrezzata, stupenda, piena di palme molto alte, dove la natura, il mare la fanno da padroni.                   La barriera protegge questo luogo, fare un bagno in tiepide e placide acque è una gioia, si può fare anche un po’ si snorkeling, anche se la fauna marina non è molta.        Stefano con i suoi boys nel frattempo ci preparano il pranzo; c’era di tutto, pasta, pesce, carne, verdura e rum per finire (immancabile come l’aragosta).      Verso le 16 si riprende la strada di casa, con la sosta sopra accennata.

Il 19, martedì mattina, facciamo l’escursione sul quad e buggy. Premetto subito che non è stata così avvincente come l’ultima esperienza in quad a Zanzibar, (vedi relativo diario di viaggio), ma ho avuto finalmente l’idea di cosa significa parlare di piantagioni sconfinate, infatti attraversiamo le piantagioni di Canna da Zucchero che si perdono a vista d’occhio, ci soffermiamo in un paesino che si trova all’interno di queste piantagioni (ma ce ne sono moltissimi), fatto di tanta miseria, dove però c’è una scuola alla quale possiamo lasciare un po’ di materiale che Loredana aveva portato con se. Poi ci fermiamo nel punto di pesatura e di carico della Canna, dove ascoltando le spiegazioni del lavoro e della vita in quei luoghi assaggiamo anche la Canna da Zucchero.            Arriviamo fino al fiume Chavon, dove raccontano siano stati girati molti celebri film di avventura come Rambo, Apocalipse Now e King Kong, noi però non lo attraversiamo e non facciamo nemmeno il bagno.         Lungo il percorso non è possibile non infangarsi, ma per lo meno non è piovuto altrimenti sarebbe stata davvero dura.

Il sole che da domenica ci fa compagnia, ci fa ammirare la bellezza dell’hotel, le camere sono in diversi piccoli fabbricati inseriti armoniosamente in mezzo a giardini e piante molto curate, lo spazio è tale che nonostante l’hotel sia pieno la gente intorno non si sente, solo in spiaggia la marea di lettini ci ricorda che siamo in tanti, in compenso ai limiti dello spazio delimitato come balneazione sicura, è stata creata artificialmente una specie di barriera corallina, che è ora popolata da diversi pesci e ricci, ed è un piacere fare snorkeling proprio davanti all’hotel.        Spazioso con buon servizio anche il bar centrale, dove è sempre possibile bere qualcosa a tutte le ore.  L’animazione composta da ragazzi locali e dei vari tour operator e attiva, ma tranquilla, e alla sera intrattiene con piccoli e piacevoli spettacoli, (per chi vuole). Veramente ampia è la piscina e lo spazio intorno ad essa.  Il tempo passa e anche per noi la vacanza finisce, con l’ultimo tour-de-force, il volo di rientro prevede uno scalo in Colombia a Cartagena, per arrivare a Milano a mezzogiorno circa di venerdì 22.

Concludo ringraziando i miei compagni di viaggio Marino, Loredana, Tiziano e Annalisa per la loro divertente compagnia e mia moglie Lina che è comunque il mio punto di forza.