Verona – Piazza dei Signori : imbiancata

Piazza dei Signori a Verona : imbiancata e all’imbrunire.
Una gran bella foto, ma non è mia me l’ha girata un amico.

Il Matrimonio : tratto da Il Profeta di Khalil Gibran

Allora Almitra parlò ancora e disse,
e il matrimonio maestro?
E lui rispose dicendo:

Insieme siete nati, e insieme sarete in eterno.
Voi sarete insieme anche quando le ali bianche della morte
disperderanno i vostri giorni.
Sì, voi sarete insieme finanche nella silenziosa memoria di Dio
Vi siano spazi però nella vostra unione,
Così che i venti celesti possano danzare tra di voi
Amatevi l’un l’altro, ma non rendete schiavitù l’amore.
Sia piuttosto un mare che si muove tra le rive delle Vostre anime
Riempitevi l’un l’altro le coppe ma non bevete da una coppa soltanto
Donatevi l’un l’altro il vostro pane ma non mangiate da un medesimo boccone
Cantate e danzate insieme e siate lieti ma che ognuno di voi sia solo
Come le corde del liuto sono sole sebbene vibrino della medesima musica
Donatevi il cuore senza però affidarvelo l’un l’altro
Poichè solo la mano della vita può contenere i vostri cuori
Restate l’uno accanto all’altro ma non troppo vicini:
Le colonne del tempio s’ergono separate tra di loro
E la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altro .

K. Gibran

La Vita

LA VITA

QUANDO LA MORTE BUSSO’ ALLA MIA PORTA
LA PREGAI IN GINOCCHIO DI NON ENTRARE,
MA LEI ENTRO’, SENZA ESITARE.

ALTRE VOLTE IO VENNI IN QUESTA CASA
– DISSE – E SEMPRE MI ACCOGLIESTI.

VENNI VESTITA DI VERDE,
COSPARSI DI FIORI IL TUO GLICINE,
PROFUMAI IL TUO GIARDINO,
LO BAGNAI DI RUGIADA,
MI CHIAMASTI NATURA.

VENNI VESTITA DI BIANCO,
FECI BRILLARE I TUOI OCCHI,
SORRIDERE TUA MOGLIE E I TUOI FIGLI,
MI CHIAMASTI LETIZIA.

VENNI VESTITA DI ROSSO,
TREMO’ IL TUO CUORE, PREGASTI,
QUALCUNO ANDO’ VIA,
ALTRI TI DISSERO PAROLE BUONE,
MI CHIAMASTI DOLORE.

VENNI DI LUCE VESTITA
E TI SENTISTI PIU’ VIVO, PIU’ VERO,
TI SEMBRO’ OGNI COSA PIU’ CARA,
MI CHIAMASTI AMORE.

ORA, PERCHE’ MI VEDI DI NERO VESTITA
CREDI CHE IO SPEZZI, INTERROMPA,
MI CREDI NEMICA DI CIO’ CHE TU AMI.

NO, NON GUARDARE IL VESTITO.

NON PARLAI,
LEI PRESE PER MANO LA MIA SPOSA E SI AVVIO’.
ALLORA GRIDAI – QUAL E’ IL TUO NOME? –
RISPOSE LA MORTE DI NERO VESTITA:
– IL MIO NOME E’ UNO SOLO,
SONO LA VITA.

Lago di Ledro (TN) : 12 sett. 2010

Col senno di poi forse è stata l’ultima domenica di fine estate con un po’ di sole, perché poi praticamente per 2 mesi ogni fine settimana è stato piovoso, quindi doppia fortuna, perché con la solita coppia di amici, abbiamo deciso di andarcene un po’ fuori dai centri più frequentati, e con l’auto prima abbiamo raggiunto Rovereto, da li siamo scesi verso il Lago di Garda a Torbole, qui per la verità un bel po’ di traffico lo abbiamo beccato e poi, passando per Riva del Garda siamo saliti in direzione del Lago di Ledro.
Erano tanti anni che non mi recavo da queste parti, e con grande sorpresa ho visto di quanti ed importanti lavori stradali sono stati fatti; con una nuova galleria da poco lontano di Riva del Garda si raggiunge la Valle di Ledro e l’omonimo lago in davvero poco tempo.
Il paesaggio che si apre è un incanto, uno di quelli che riconcilia con la natura, si possono fare tante cose in questi luoghi, per cominciare un giretto in pedalò su limpide e tranquille acque, oppure lunghe passeggiare lungo il perimetro del lago adatte a tutti o volendo partire per diversi sentieri di montagna. Ma non è che sia obbligatorio per forza fare qualcosa, ci si può anche comodamente e pigramente sdraiare sui prati che circondano il bacino lacustre ammirando semplicemente le montagne che racchiudono le acque del lago. Lungo le sue rive sono state realizzzate quattro spiagge, dotate di vari servizi, per permettere la natazione. Tali spiagge si trovano a Molina di Ledro, in località Besta, a Mezzolago, a Pieve di Ledro e a Pur.
L’origine del Lago di Ledro è dovuta ad uno sbarramento morenico risalente alla quarta era glaciale, anche se, dal 1929, il suo livello è influenzato dal fabbisogno di energia della Centrale Idroelettrica di Riva del Garda che utilizza appunto le sue acque che, incanalate in un tunnel lungo 6 Km scavato nel fianco della montagna, scendono verso Riva del Garda. Oltre che per il prestigioso paesaggio che lo circonda, il Lago di Ledro è famoso per il ritrovamento di un’estesa area a palafitte, situate sulla riva orientale del lago. Tale ritrovamento, scoperto in occasione del forte abbassamento delle acque del lago per la costruzione appunto della Centrale idroelettrica, è il più importante in Europa per estensione, ricchezza di manufatti e buono stato di conservazione.

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Nuove immagini

Sono stati pubblicati tre nuovi album di fotografie con relative descrizioni :
- Merano (BZ), dicembre 2010 : un paesaggio innevato;
- San Giorgio di Valpolicella (VR), 19.09.2010 : la antica Pieve;
- Lago di Ledro (TN), 12.09.2010 : una domenica in mezzo al verde.

Ciao mondo!!

Eccoci qui!!!
Ci hanno sbattuti fuori da WLS senza tante discussioni, ed adesso ci troviamo in questo nuovo ambiente che proveremo a scoprire e capire. Intanto per quanto mi riguarda tutto è nuovo, quindi non sarà affatto semplice.
Per gli amici che mi seguono da Windows Live Space segnalo che le foto sono rimaste su Sky Drive e che sono raggiungibili con un link diretto che trovate sulla barra di sinistra.
Altre funzionalità saranno studiate con calma.
Lasciate tranquillamente i vostri commenti.
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Lucca – Pisa e dintorni : Aprile 2010

Lucca, Pisa e dintorni : 5 – 9 Aprile 2010

 

E’ arrivata la primavera ed io e Lina decidiamo di prenderci qualche giorno di relax in giro per l’Italia. La meta ci è stata suggerita nel corso del nostro ultimo viaggio a Santo Domingo dove abbiamo incontrato un animatore proprio della Città di Lucca che ce l’ha descritta attirando la nostra curiosità.        E’il lunedì di Pasqua quando ci mettiamo in viaggio, temendo di poter incontrare anche del traffico intenso lungo  strade.              Per nostra fortuna però il nostro viaggio fila via liscio sino a dopo Pistoia quando incontriamo il primo incolonnamento. Decidiamo pertanto di lasciare l’autostrada (A11) e sempre in direzione Lucca percorriamo le strade provinciali senza per altro un itinerario preciso.           Ci attira un cartello che ci indica il paese di Collodi ed il nostro pensiero va ad uno dei personaggi più famosi della nostra letteratura per bambini : Pinocchio, quindi ecco decisa la nostra prima meta. Giunti sul posto intuiamo subito che non sarebbe stata una grande idea fermarsi in paese perché di gente in giro per il parco del burattino e nel giardino della villa ce n’era tanta davvero. Allora con l’aiuto delle mie quattro ruote saliamo per una stradina stretta e raggiungiamo la sommità più alta del borgo vecchio, quello sopra la Villa Garzoni.   Beh passeggiare per quelle vie, fra quelle case in mattoni, con quei panorami che si aprono sulla valle …. beh le sensazioni sono stupende.        Il tempo fa un po’ il birichino e quindi dopo una breve passeggiata decidiamo di scendere non prima di aver scattato qualche bella foto ricordo.               Lasciamo Collodi e la sua confusione di “Pasquetta” ripromettendoci di tornarci con calma e riprendiamo la strada per Lucca.  Arriviamo in città e prendiamo subito confidenza con le grandi mura che circondano il centro storico cittadino. Mura grandissime, veramente imponenti alla cui sommità c’è una strada che potrebbe essere una circonvallazione a due corsie e che invece è stata intelligentemente riservata ai Lucchesi per i loro momenti di relax, a piedi, in bici, coi pattini veramente un percorso in mezzo al verde, si perché le mura all’esterno sono circondate da grandi prati che rendono ancor più suggestiva la visione di queste mura.  Lungo questi bastioni sono state previste alcune porte di ingresso alla città vecchia, alcune di queste carrabili altre solo pedonali.   Decidiamo di addentrarci per un primo contatto con la città, ma il tempo non ci aiuta tantissimo. Lasciamo la macchina nei pressi di Porta San Donato Vecchia, e ci addentriamo a piedi per Via San Paolino. Li avevamo una missione da compiere, fermarci in una cioccolateria che ci era stata raccomandata, per farla breve quel giorno era chiusa, venduto tutto, ma ci siamo tornati dopo 3 giorni e ne è valsa la pena.  Arriviamo sino a Piazza San Michele dominata dalla omonima chiesa e che ospita una mercatino ad uso e consumo dei turisti.  C’è poco da fare se non c’è il sole anche i colori non brillano, il marmo bianco della chiesa e le sue lavorazioni si perdono nel grigio di una pioggia che comincia a scendere.  All’ora decidiamo di andare al nostro agriturismo, il Casolare Lucchese.        Li incontriamo dei concittadini veronesi e con loro passiamo la serata in una trattoria locale .  L’indomani ancora Lucca. Questa volta c’è il sole che ci accompagna per le vie del centro cittadino.   Lasciamo la macchina nei pressi di Piazza Santa Maria, e saliamo per Via Fillungo per arrivare nella Piazza Anfiteatro.         E’ effettivamente una meraviglia, abbiamo la fortuna di vederla al mattino quando ancora non è invasa dai turisti o dai locali per le loro attività, è davvero avvolgente.  Passiamo ancora per Piazza San Michele, poi ci dirigiamo verso Piazza Napoleno, maestosa, con stupendi palazzi che la circondano come Palazzo Ducale, il Teatro del Giglio, poi andiamo verso Piazza San Giovanni e di lì alla Cattedrale di San Martino (il Duomo).  Passando davanti alla Chiesa di S.Maria Foris Portam raggiungiamo Porta San Gervaso e una degli angoli più caratteristici della città (a mio parere) Via del Fosso.  Attratti dal disegno della cartina ci dirigiamo verso i giardini di Villa Bottini, ma aimè chiusi.  Ritorniamo dentro le mura più antiche e passiamo davanti a Torre Guinigi famosa perché alla sua sommità sono cresciuti degli alberi. di Leccio.  Vediamo anche la meno famosa Torre delle Ore, e per finire facciamo una seconda sosta nell’ovale di Piazza Anfiteatro.  Dimenticavo : il pranzo in una tipica osteria del centro.  Prima di cena una piccola passeggiata sulle mura . La sera dopo cena, in zona Via del Fosso, ci permettiamo di scattare due foto in notturna della città, direi abbastanza belle.

Il giorno successivo decidiamo di spostarci fino a Pisa nemmeno mezz’ora di strada.  Immancabile la visita alla Piazza dei Miracoli, col suo Battistero, il Duomo, la Torre più famosa al mondo, il Camposanto Monumentale, ma è stato ancor più bello poter visitare anche angoli meno conosciuti di Pisa, ad esempio Piazza dei Cavalieri, racchiusa fra edifici di assoluto valore architettonico e storico,  per poi scorrazzare lungo i vari “LungArno” scusate il bisticcio di parole, per ammirare scorci ed edifici storici ben conservati, come il Palazzo Prefettizio, la Chiesetta di Santa Maria della Spina, e San Domenico.  Poi nel tardo pomeriggio decidiamo di andare a prendere un’ora di sole, e facciamo una puntatina a Marina di Pisa, ma le tante scogliere ci inducono a spostarci sino a Tirrenia.    Poi un aperitivo e  rientro a Lucca.  

Il quarto giorno torniamo verso Collodi dove questa volta in assoluta tranquillità visitiamo il parco dedicato al Burattino, è bello anche tornare piccoli qualche volta, e poi ci dirigiamo al Giardino della Villa Garzoni, all’interno del quale è stata costruita “Butterly House” la casa delle farfalle. Valeva la pena tornare in questo paesino.   Qui siamo nella zona della strada del vino per cui decidiamo consultando la cartina di dirigerci verso Montecarlo. Borgo ben conservato ed ancora circondata da una bella cinta muraria, dominata da una fortezza (simbolo storico di Montecarlo), che sorge su di un colle che volge lo sguardo verso la piana di Lucca.   Passeggiare per la via del centro ci fa solo immaginare come poteva essere una volta la vita in un piccolo borgo così.    La sosta in una enoteca è inevitabile, come lo è acquistare del vino locale per poterlo degustare poi sul divano di casa.

E’ arrivato anche il giorno del rientro.   Decidiamo di percorre una parte della storica SS12 dell’Abetone. Arriviamo nei pressi di Borgo a Mozzano e ci fermiamo per ammirare il Ponte della Maddalena forse conosciuto meglio come Ponte del Diavolo .  Raggiungere la sua sommità per me non è stato facile ma ne valeva la pena.     Saliamo sino a Bagni di Lucca, poi percorriamo un buon tratto dell’Appennino Toscano per ridiscendere verso Pistoia e da li diritti verso casa.

 

Vi ricordo che fra gli album è possibile vedere le foto delle località visitate .